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Presepi, una tradizione che non finisce di stupire

Da quello sullʼacqua di Crodo al capolavoro della reggia di Caserta una bella tradizione nazionale

L’antichissima usanza del presepe ha dato vita soprattutto in Italia a una schiera di capolavori dell’artigianato artistico. Presepe quale immagine del mondo, talvolta mossa da meccanismi ben celati, talvolta statica e quasi pittorica, molto spesso vivente, con la partecipazione dei cittadini e dei fedeli. Eccone un piccolo campionario.

Presepi, una tradizione che non finisce di stupire

Borghi e Presepi a Sutrio (Ud) - Dal 22 dicembre al 6 gennaio si possono ammirare in questo caratteristico borgo della montagna friulana decine di straordinari presepi allestiti nei cortili delle case più antiche e lungo le strade del centro, in una sorta di percorso sacro tra le vie del paese, che per l’occasione sono addobbate con grandi alberi di Natale in legno da riciclo, realizzati dagli artigiani del paese. A creare i presepi esposti sono gli artigiani di Sutrio e dei paesi della Carnia, ma molti provengono anche da altre regioni italiane (ad iniziare dall’Alto Adige) e straniere. Da visitare, il Presepio di Teno, eseguito nel corso di ben 30 anni di lavoro dal maestro artigiano Gaudenzio Straulino: vi sono riprodotti in miniatura gli usi e i costumi tradizionali del paese, animati con ingranaggi meccanici, regala uno straordinario spaccato etnografico sulle tradizioni, la vita, i lavori, le usanze della montagna carnica.

Poffabro, Presepe fra i presepi (Pn) – Per il periodo natalizio decine di presepi trasformano Poffabro, Borgo Bello d’Italia nelle Dolomiti Friulane, in un fiabesco museo all’aperto: decine di presepi, grandi e piccoli, esposti negli angoli più caratteristici del paese, sono realizzati con le materie più varie da artigiani e hobbisti, da famiglie e da associazioni. Le tecniche usate e gli allestimenti sono i più vari: dai presepi con le tradizionali statuine in porcellana, gesso e legno, a quelli realizzati con materiali e tecniche innovative e fantasiose, come il vetro, le stoffe destrutturate, le stoppie, i saponi intagliati, il rame battuto e la lana. Particolarmente suggestivi da visitare sul fa della sera, quando si illuminano di migliaia di candele e fiaccole.

I Presepi sull’acqua di Crodo (Vb) – Veramente inconsueta questa rassegna, in programma dal 7 dicembre al 6 gennaio tra le cime della Valle Antigorio, nella piemontese Val d’Ossola, che ha saputo richiamare negli anni, proprio grazie alla sua unicità, l’attenzione di migliaia di visitatori da tutta Italia e dall’estero. Si tratta di oltre 50 presepi, installazioni artigianali, fra tradizione e sperimentazione, tutti con un comune denominatore: l’acqua. L’acqua di fontane in pietra del Seicento, l’acqua dei lavatoi, luoghi di ritrovo delle donne di un tempo, l’acqua di rii che diventano anch’essi cornici naturali per i presepi.

A Bologna il più antico - Sembra che sia addirittura il più antico del mondo: custodito gelosamente nella basilica di Santo Stefano a Bologna, ha stupende statue a tutto tondo risalenti addirittura al XIII secolo. La Basilica, nota anche come "Le Sette Chiese" o "la Gerusalemme bolognese", fu per secoli un'importante tappa nei percorsi dei pellegrini che si recavano a sud verso Roma o Gerusalemme, o a ovest verso Santiago de Compostela.

Il presepe nel pozzo a Orvieto (Tr) - Edizione numero 30 per il Presepe nel Pozzo, l'evento che si svolge a Orvieto dal 23 dicembre al 13 gennaio, nel sotterraneo del Pozzo della Cava. La scelta di quest'anno è quella di un narratore d’eccezione della Natività: sarà Raziel, l'angelo dei segreti di Dio, dalle cui mani la giovane Maria mangiava nel Tempio. Il terzo allestimento del ciclo dei "testimoni", in cui la Natività è raccontata da personaggi comprimari, che propongono il loro insolito punto di vista. Non mancherà l'angelo di luce appeso nel pozzo, che torna puntuale ogni cinque anni, sospeso su oltre 30 metri di strapiombo grazie al lavoro di esperti speleologi.

Il Presepe di San Francesco a Greccio (Ri) - Correva l'anno 1223 quando San Francesco d'Assisi scelse l'umile paese montano di Greccio, in provincia di Rieti, per rievocare la nascita del Salvatore. Il suo scopo era far capire a persone umili il mistero della nascita di Gesù. Prese così vita il primo Presepe Vivente, con l'attiva partecipazione di tutta la gente del posto. Dal 1972, ogni Natale si rivive quell’atmosfera attraverso una suggestiva e coinvolgente Rievocazione Storica del Presepe di Greccio, con decine di figuranti in costume, che animano quadri viventi, dove ogni dettaglio è curato minuziosamente, dai costumi alla scenografia suggestiva, resa ancora più magica dalla bellezza dei luoghi. Quest’anno, si svolgerà il 24, 26, 29, 30 dicembre 2018 e l’1, 5, 6 gennaio 2019.

Caserta, un presepe capolavoro - La scuola napoletana dei presepi è nota in tutto il mondo e capace ancora oggi di creare dei veri capolavori. Uno di questi, straordinariamente scenografico e settecentesco, è custodito nella Sala Elittica della Reggia di Caserta: ricchissimo di statuine e dettagli, è assolutamente da vedere.

Il Presepe Vivente nei Sassi di Matera - Il Presepe Vivente ambientato nella straordinaria cornice dei Sassi di Matera, resi noti da numerosi film anche a carattere religioso, giunge alla sua 9° edizione. L’evento sarà inscenato in più sessioni il 7,8,9/15,16/22,23/28,29,30 dicembre 2018 e 4,5,6 gennaio 2019. I Sassi, scavati nella roccia, per conformazione naturale ricordano il territorio originario della Natività. Una perfetta ambientazione per gli attori che porteranno in scena aspetti dell’esistenza di più di duemila anni fa, in un percorso va dal centro storico e si estende fino al Rione Sasso Barisano. Il titolo di quest’edizione è “Il Presepe della Perdonanza – Matera per L’Aquila 2009 – 2019”, dove la veste teatrale della Natività vuole diventare simbolo di rinascita per la popolazione abruzzese e per il suo capoluogo a 10 anni dal terribile terremoto che l’ha colpito.

Presepe Vivente di Custonaci (Tp) - ll Presepe Vivente di Custonaci è considerato ad oggi il più grande evento di valorizzazione dei mestieri e delle tradizioni popolari siciliane. La manifestazione, ultradecennale, è conosciuta in tutta Italia grazie alla straordinaria suggestione delle immagini, all’originalità e al pathos interpretativo dei personaggi. Si tratta di un luogo e di un evento di grande richiamo: dal suo esordio, sono oltre 400 mila i visitatori che vi hanno assistito. Dal 25 dicembre al 6 gennaio.

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