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Pasqua in Georgia, a scoprire l’origine del vino

Una nazione poco conosciuta ma ricca di tesori, piccolo e straordinario ponte tra l’Europa e l’Asia

La Georgia è una piccola nazione caucasica ex sovietica all’estremo confine sud-est dell’Europa con l’Asia, grande un quarto dell’Italia e con una popolazione di 5 milioni di abitanti e una delle più basse densità del continente, da sempre un’isola di cristianesimo circondata da paesi musulmani.

Georgia: Pasqua nel paese ponte tra Europa e Asia

Paese montuoso, che si sviluppa per oltre la metà sopra i mille metri, la Georgia presenta un gran numero di cime sopra i 3.500, fino alla vetta massima di 5.201 m del monte El'brus, il record europeo; il 38 % si presenta coperto da foreste e possiede un gran numero di specie vegetali endemiche. Quale corridoio naturale tra Mar Nero e Mar Caspio, è sempre stata una terra di passaggio per idee e mercanzie, ma anche per eserciti: qui sono passati, soggiogandola, un po’ tutti gli imperi eurasiatici, da qui transitava un ramo della Via della Seta, e anche prima altre strade commerciali non meno importanti. Per gli antichi greci era la Colchide, la mitica terra del Vello d’Oro rapito da Giasone e dai suoi Argonauti, in realtà un primario luogo di produzione del grano. Nel 1800 entrò a far parte dell’impero russo, nel 1918 si ribellò a Mosca fondando una repubblica democratica che fu però soggiogata dall’Urss nel 1922, rimanendo sovietica fino al 1991.

Terra d'origine del vino - Oltre che per l’antica cultura e l’arte peculiare, soprattutto religiosa (sono ben 5 i siti georgiani riconosciuti dall’Unesco come Patrimonio dell’Umanità), la Georgia è famosa anche per la sua gustosa cucina e per i suoi rinomati vini, assai apprezzati in tutta l’ex Urss: conta 500 varietà di uva endemica e sono state rinvenute molteplici testimonianze di vinificazione a partire dal III-II millennio a.C.. Forse non è esagerato definirla come la terra d’origine del vino, tanto che nel 2013 l’Unesco ha riconosciuto come patrimonio immateriale il particolare metodo tradizionale di vinificazione georgiano, il Qvevri, consistente in appositi vasi di terracotta dove il mosto viene messo a fermentare.

Tbilisi, la bella capitale - Per scoprire questa nazione così fuori dalle rotte consuete del turismo, la Pasqua è forse l’occasione migliore. Ed ecco che Apatam Viaggi propone un tour di nove giorni, con partenza il 13 aprile,  proprio in occasione delle tradizionali e celebrazioni del periodo della Pasqua Ortodossa. Si parte da Tbiilisi la bella capitale un po’ turca e levantina e un po’ cristiana e latina con le case dai balconi di legno, dove si possono trovare luoghi di culto di tutte le religioni, e lungo l’elegante corso Rustaveli negozi, caffè e ristoranti alla moda. Oltre a vari importanti monumenti si può visitare la cattedrale di Sioni, che conserva la croce di Santa Nino, la reliquia più importante per i georgiani, e la cattedrale di Sameba per assistere al rito pasquale del lavaggio dei piedi.

Le tremila grotte di Vardzia - Interessante la visita nella regione viticola di Kakheti, la patria del vino georgiano per poi assistere a Tbilisi nella capitale per assistere ai riti della Passione che si svolgono in ogni chiesa. Il giorno di Pasqua è prevista la visita di Miskheta, antica capitale e epicentro religioso, con due chiese del VI e IX sec. patrimoni Unesco, e prosecuzione per la fortezza di Khertvisi, del X sec., e per la città rupestre di Vardzia, un complesso di 3.000 grotte che poteva ospitare 50.000 persone eretto nel XII sec.

La terra del Vello d'Oro - Da non perdere Kutaisi, nella parte occidentale, l’antica terra del Vello d’Oro degli Argonauti, per visitare il pregevole monastero di Gelati, patrimonio Unesco con importanti affreschi, e la cattedrale di Bagrati del X sec. Lungo la Via della Seta interessante sostare nell’importante città rupestre protostorica di Uplistsikhe, risalente al I millennio a.C., dove case, cantine, forni, mercati, negozi e chiese sono interamente scavati nella roccia, e poi a Gori, per visitare la casa natale e il museo di Stalin.

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