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Dieci tesori imperdibili dei musei di Vienna

Dal Bacio di Klimt alla Torre di Babele di Bruegel il Vecchio, sono capolavori che rendono unica la visita alla capitale austriaca

A Vienna, la metropoli della cultura, si trovano oltre 100 musei, che racchiudono migliaia di capolavori d'arte e storia dai periodi più remoti ai nostri giorni. Ecco una carrellata su 10 fra i tesori più belli della capitale austriaca.

Dieci tesori imperdibili dei musei di Vienna

Il bacio di Gustav Klimt - Belvedere Superiore - Il bacio di Gustav Klimt (1908-09) è l’incontestato pezzo forte della preziosa collezione del Belvedere. Su una superficie di quasi quattro metri quadri è raffigurata un’allegoria di una coppia di amanti strettamente abbracciata. L’opera, esposta al Belvedere superiore, combina nuovi principi compositivi tratti dall’arte giapponese a ispirazioni che provengono dai mosaici bizantini e alla pittura su tavola medievale. La tela è uno dei più chiari esempi dello stile personale di Gustav Klimt. Grazie all’utilizzo di pregiati ornamenti e di applicazioni in argento e oro, il pittore crea qui uno sfondo in cui la coppia sembra dissolversi.

Autoritratto con alchechengi di Egon Schiele - Museo Leopold - L’Autoritratto con alchechengi (1912) rappresenta una delle maggiori opere di Egon Schiele e fa parte della rassegna permanente “Vienna 1900” del Museo Leopold. In quest’autoritratto, il più noto di Schiele, l’artista 22enne rivolge all’osservatore uno sguardo sicuro di sé ma al contempo ha un’espressione che lascia trasparirela sua vulnerabilità. Il Museo Leopold al MuseumsQuartier di Vienna con più di 40 dipinti e ben 180 lavori su carta custodisce la più vasta e significativa collezione di opere di Schiele al mondo. Inoltre ha sede nel museo un centro di documentazione dedicato allo studio scientifico dell’operato del grande artista.

La Torre di Babele di Pieter Bruegel il Vecchio - Kunsthistorisches Museum Wien - La monumentale composizione della Torre di Babele di Pieter Bruegel (1563) è la più celebre e classica raffigurazione della mitica torre, spesso copiata o usata come fonte di ispirazione. Le costruzioni in stile fiammingo della città del porto sull’Eufrate, che a confronto con la torre appaiono minuscole, servono a dare un’idea delle dimensioni della torre. Con meticolosità e interesse enciclopedico Bruegel raffigura una miriade di attività edili e artigianali. L’opera è esposta nella collezione di dipinti e sarà anche uno dei più significativi lavori facenti parte della prima grande rassegna monografica di Brueghel al mondo (2.10.2018-13.1.2019) allestita dal KHM.

La Venere di Willendorf - Naturhistorisches Museum di Vienna - Questo gioiello del Naturhistorisches Museum di Vienna, il museo di storia naturale, è alto 11 centimetri e risale a 29.500 anni fa: la Venere di Willendorf, una scultura del Paleolitico, fu ritrovata nel 1908 nella vallata della Wachau (Bassa Austria) e costituisce uno dei reperti archeologici più noti al mondo. È esposta in uno spazio apposito del vasto museo lungo la Ringstrasse, il Venuskabinett. Il Naturhistorisches Museum di Vienna con i suoi trenta milioni di oggetti è tra i più prestigiosi musei del genere al mondo e vanta tra le altre cose una grandissima raccolta di meteoriti, esemplari tassidermizzati di animali estinti, modelli di terrificanti dinosauri e un planetario digitale.

La lepre di Albrecht Dürer - Albertina - La lepre di Albrecht Dürer (1502) è l’opera più famosa della preziosa collezione dell’Albertina di Vienna. Purtroppo, per motivi legati alla sua conservazione l’acquarello non può essere esposto permanentemente. In accordo con la sovrintendenza ai monumenti lo si espone solo ogni cinque anni per due occasioni. Un facsimile del capolavoro si può ammirare nel piccolo appartamento spagnolo delle Sale fastose degli Asburgo dell’Albertina. Gli ammiratori della “Lepre” però possono già prendere nota della prossima data in cui il lavoro sarà esposto: a partire dalla fine del settembre 2019 all’Albertina sarà allestita una grande rassegna dedicata a Dürer, “Lepre” compresa.

Il Trittico del Giudizio di Hieronymus Bosch - Pinacoteca dell’Accademia di Belle Arti - Hieronymus Bosch per il suo Trittico del Giudizio (intorno al 1450-1516) per rappresentare il Giudizio ha scelto la forma di un trittico sul quale ha dipinto le sue visioni fantasmagoriche del Giudizio universale: Gesù Cristo ha il ruolo di giudice e sotto di lui si vedono uomini torturati da strane creature demoniache, crude raffigurazioni dei peccati mortali, dannati in luoghi di eterna sofferenza e solo poche anime accompagnate in Paradiso dagli angeli. Il capolavoro di Bosch è esposto al Museo del Teatro fino al 2020, dato che nella Pinacoteca sono in corso lavori di ristrutturazione.

Kunst Haus Wien - Museum Hundertwasser di Friedensreich Hundertwasser - Superfici variopinte, forme irregolari, piante rigogliose: al Kunst Haus Wien. Museum Hundertwasser, fondato nel 1991 da Hundertwasser, si riconosce ovunque la firma dell’artista austriaco. Questo museo e centro espositivo unico nel suo genere è fedele ai principi filosofici e artistici del celebre artista d’eccezione e visionario dell’ecologia. In quanto precursore di un’architettura a misura d’uomo e natura Hundertwasser faceva piantare alberi sui tetti dei suoi progetti architettonici e creò con i suoi alberi che fuoriescono dalla facciata, i cosiddetti “alberi inquilini”, i primi esempi di inverdimento verticale.

Penacho - Weltmuseum Wien - Il Penacho, il Copricapo di Montezuma, è il più celebre pezzo esposto al Weltmuseum Wien, riaperto nell’ottobre 2017. Il noto copricapo di penne dell’antico Messico composto da centinaia di penne del quetzal, l’uccello sacro, e da oltre mille piastrine d’oro è l’ultimo cimiero del genere conservatosi fino ai giorni nostri. Tra il 2010 e il 2020, nell’ambito di un progetto di cooperazione tra Messico e Austria, sono state svolte ampie ricerche sulla sua storia. L’oggetto, che risale agli inizi del 16esimo secolo, è stato sottoposto ad un'attenta pulizia e a diverse misure per garantire la sua conservazione e si può ammirare nella sezione dedicata all’America del nord e all’America centrale del Weltmuseum Wien.

Poltrona per la Cassa di Risparmio austriaca di Otto Wagner - MAK - Furono i fratelli Thonet a realizzare in base ai disegni di Otto Wagner questa poltrona per la Cassa di Risparmio austriaca (1912-21) di Vienna. Wagner ampliò il tradizionale campo di attività degli architetti. Per la Cassa di Risparmio ideò l’intero allestimento interno: pavimentazione, pannelli murali, tappeti, elementi dell’impianto di riscaldamento, lampade, orologi, maniglie delle porte, scrittoi, interruttori, sedie, scrivanie, armadi, cassaforti e tanto altro. La poltrona di Wagner fa parte della collezione, unica nel suo genere, del MAK, il Museo austriaco di Arti Applicate/Arte Contemporanea. Il MAK, che fu fondato nel 1863 come raccolta di campionari è fino ad oggi un esempio di straordinaria combinazione fra arti applicate, design, architettura e arte contemporanea.

Kleines Schüttbild di Hermann Nitsch - Mumok - L’opera Kleines Schüttbild di Hermann Nitsch (1968) fa parte della collezione del Mumok – museo d’arte moderna fondazione ludwig vienna al MuseumsQuartier di Vienna, che comprende ben 9.000 opere d’arte. L’Azionismo viennese è, insieme alla Pop Art, al Fotorealismo, al Fluxus e al Nouveau Réalisme una delle correnti su cui si concentra la collezione. Il contributo radicale e fondamentale di artisti austriaci allo sviluppo internazionale dell’avanguardia è perfettamente documentato dalle opere di Günter Brus, Otto Muehl e Hermann Nitsch Rudolf Schwarzkogler.

Per informazioni: www.wien.info

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