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Giovanni Falcone: Fava, Musumeci e Orlando non vanno alla cerimonia

Divisioni politiche il giorno della commemorazione della morte del giudice, che venne ucciso da Cosa Nostra nella strage di Capaci

Giovanni Falcone: Fava, Musumeci e Orlando non vanno alla cerimonia

Il 27esimo anniversario della morte del giudice Giovanni Falcone si tinge con i toni di polemiche, tutte politiche, soprattutto per la vicinanza con le elezioni europee. Ad accendere gli animi il presidente della commissione antimafia della Sicilia Claudio Fava che non sarà presente nell'Aula bunker di Palermo perché "hanno trasformato il ricordo del magistrato nel festino di Santa Rosalia. Ci saranno i ministri romani, gli unici che avranno titolo per parlare", accusa attaccando soprattutto il ministro Salvini. Grandi assenti anche il sindaco Leoluca Orlando e il governatore della Sicilia Nello Musumeci perché "c'è troppo veleno".

La sorella di Falcone: "Nessuna polemica sporchi le celebrazioni" - Defezioni nonostante l'appello della sorella del giudice: "Il mio augurio è che nessuna polemica sporchi le celebrazioni in ricordo delle stragi di Capaci e Via D'Amelio", dice Maria Falcone.

Mattarella: "L'impegno di Falcone e Borsellino non si è interrotto" - Alla cerimonia per la partenza della Nave della Legalità, che portera' a Palermo 1.500 studenti che a loro volta ne incontreranno altri 10.000 siciliani per commemorare la morte di Giovanni Falcone, il presidente della Repubblica Sergio Mattarella accolto da applausi ha sottolineato che questa è una delle iniziative utili a sconfiggere "la protervia della mafia". Un messaggio che vuole essere uno sprone per gli studenti, unito alla convinzione che "l'impegno di Falcone e Borsellino non è scomparso, non si è interrotto. E' stato assunto da altre persone".

Gabrielli: "Divisioni sono una sconfitta per tutti" - Lo stesso Capo della Polizia Franco Gabrielli non vuole sentir parlare di polemiche: "Penso che quando iniziative del genere vedono emergere divisioni, è una sconfitta per tutti. Credo che questi dovrebbero essere momenti per la costruzione di una memoria condivisa perché il 23 maggio non è una data qualsiasi, è la data nella quale dei servitori dello Stato, Giovanni Falcone e nostri colleghi, hanno dato la vita come hanno dato la vita il giudice Borsellino e i cinque uomini della scorta, il 19 luglio 1992. Nell'antica Grecia quando c'erano le Olimpiadi venivano sospese le guerre. Nel nostro Paese, almeno in questi momenti, dovremmo recuperare la saggezza degli antichi".

Bonafede: "No a polemiche" - E dell'importanza della presenza delle Istituzioni ha parlato anche il ministro della Giustizia Alfonso Bonafede: "Non rispondo a nessuna polemica politica perché non siamo qui per fare polemiche e credo che sia importante la presenza dello Stato".

Bussetti: "Mafia prospera dove lo Stato è assente" - Agli studenti che stavano per salpare, il ministro dell'Istruzione Marco Bussetti ha ricordato che "la mafia cresce dove lo Stato è assente. E' un pericolo sempre presente, un nemico non ancora vinto, che cambia pelle continuamente", e ha posto l'accento sul fatto che "le istituzioni devono operare sinergicamente senza abbassare mai la guardia". "La scuola ricopre un ruolo determinante nel contrasto alla mafia - ha aggiunto - La scuola deve essere ancora di salvezza, occasione di rispetto e rinascita. Contiamo sulle nuove generazioni per continuare la mobilitazione anti-mafiosa".

Salvini: "Sbaglia chi divide" - "Chi si divide sulla lotta alla mafia sbaglia, chi usa una giornata di memoria e di futuro per fare la sua piccola battaglia politica sbaglia e fa un torto a Falcone", ha affermato il ministro dell'Interno Matteo Salvini sulle polemiche delle celebrazioni in occasione della strage di Capaci. "Io faccio il ministro dell'Interno - ha aggiunto - e con tutto il rispetto per il signor Fava, noi la mafia la combattiamo assumendo poliziotti, confiscando beni e riconsegnandoli ai cittadini".

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