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Un pozzo d’acqua fresca in Africa: è “un sogno chiamato cacao”

Il progetto di Pan di Stelle, raccontato in un format di comunicazione il cui primo episodio è già in onda, supporta gli interventi della fondazione Cocoa Horizon per sostenere le famiglie dei coltivatori di cacao in Costa d’Avorio.

Scoperto e coltivato in origine dai maya, secondo una leggenda degli aztechi la pianta dal quale si ricava era stata donata all’umanità dal dio Quetzalcoatl affinché gli esseri umani potessero, utilizzandolo, alleviare la loro fatica. Per coltivare il cacao, però, gli uomini di fatica ne fanno, eccome. Soprattutto in Costa d’Avorio, primo Paese al mondo per la produzione del “cibo degli dei” (questo il significato del nome scientifico della pianta, theobroma cacao). Ecco perché, mentre spesso le multinazionali del cioccolato sono state accusate di sfruttamento del lavoro (anche di quello minorile) nelle loro piantagioni, al contrario alcuni grandi fornitori di cacao hanno deciso di impegnarsi in prima persona per incrementare la sostenibilità della produzione migliorando al tempo stesso il tenore di vita delle famiglie di coltivatori. Tra questi spicca Barry Callebaut, il più grande produttore al mondo di cacao, con la sua fondazione Cocoa Horizon.

E al sogno di poter dare una vita migliore a tante famiglie ha aderito anche uno dei prodotti che più di tutti sono diventati il simbolo del cacao in Italia: Pan di Stelle, notissima gamma di prodotti del Mulino Bianco Barilla. Con il progetto “Un sogno chiamato cacao” il brand, già dal 2015, supporta i progetti di Cocoa Horizon impegnandosi soprattutto, all’interno del programma della fondazione, nella tutela dei bambini (dando loro ad esempio la possibilità di accedere agli studi), nell’aiuto alle donne (con l’opportunità di accedere a fonti alternative di guadagno), nel finanziamento di progetti che ottimizzano l’accesso all’acqua potabile e nella promozione di programmi di assicurazione sanitaria.
Non una semplice “certificazione di sostenibilità” per le materie prime utilizzate, quindi, ma un contributo concreto nelle zone di coltivazione. Proprio l’impegno di Pan di Stelle nei progetti della fondazione Cocoa Horizons in Costa d’Avorio è raccontato da un format di comunicazione che illustra la vita dei coltivatori di cacao a Djangobo, piccolo villaggio ivoriano. Il primo episodio è incentrato sul tema dell’acqua e della difficoltà di reperirla nell’Africa subsahariana: una bambina di 5 anni, Nyma, racconta di come ogni giorno sia costretta ad alzarsi all’alba e a percorrere un lungo tragitto per andare a prendere al più vicino pozzo l’acqua che servirà a lei e alla sua famiglia. E in una di quelle notti scivola in un magico sogno nel quale le stelle del cielo diventano gocce e cadono nella sua giara, così da avere sempre acqua fresca a disposizione. Quel sogno, proprio grazie all’impegno di Pan di Stelle, diventa anche realtà: “Ho fatto un sogno. È tutto vero”, esclama Nyma, e aprendo gli occhi vede che finalmente nel suo villaggio c’è un pozzo per fornire acqua potabile (e quindi migliorare, oltre alla qualità della vita, anche l’igiene e le condizioni sanitarie) ai 7mila abitanti, metà dei quali sono bambini. Quel pozzo, realizzato assieme a Cocoa Horizons nell’ambito del progetto “Safe Water”, è solo uno tra tutti gli interventi attivati da Pan di Stelle in Costa d’Avorio: altri verranno svelati con i prossimi soggetti del format di comunicazione. Sempre incentrati su un sogno chiamato cacao, perché “sognare è importante, ma impegnarsi concretamente lo è anche di più”.

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