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Francia, primo dibattito tv tra i candidati allʼEliseo: è scontro sulla sicurezza

Il confronto si scalda sui temi dellʼimmigrazione. Macron contro tutti: "Loro sono qui da anni, io lʼunico nuovo che vuole rinnovare il Paese". E i sondaggi lo premiano: è lui il più convincente. Fillon in difficoltà

Sono i temi della sicurezza e dell'immigrazione a scaldare il primo dibattito in tv tra i candidati alle presidenziali francesi. "Fermiamo questa immigrazione, i francesi non ne possono più", ha tuonato Marine Le Pen, presidente del Front National. "E' drogata da pagine di cronaca", la risposta del candidato socialista, Benoit Hamon. Ma è Emmanuel Macron, in testa ai sondaggi, a scagliarsi contro gli altri: "Sono io l'unica novità nella politica".

Francia, primo dibattito in tv per i candidati allʼEliseo

"Tutti quelli che sono qui, ci sono da anni, sono i rappresentanti della vecchia politica. Io ho creato un movimento nuovo, che vuole rinnovare il Paese", ha ripetuto Macron. Il primo dibattito elettorale - tre ore su TF1 - si è scaldato dopo oltre un'ora di dichiarazioni. Macron è stato preso di mira in particolare dalla Le Pen e da Hamon. La prima lo ha accusato di essere "per il burkini", Macron - fino a quel momento molto pragmatico - ha reagito: "Madame, non ho bisogno di un ventriloquo".

Quanto all'ex compagno di maggioranza, candidato del partito socialista che molti del suo partito non votano preferendo il "traditore" Macron, l'attacco è arrivato sull'autofinanziamento con le donazioni del movimento "En Marche!". "Sono defiscalizzati, vero? Può assicurare che non ci sono dirigenti di case farmaceutiche?", ha chiesto Hamon. Secco Macron: "Lei non può pensare che io vada a controllare l'identità di chi fa le donazioni, ma tutto è trasparente e pubblico, chiunque può controllare".

I temi della sicurezza e della laicità - Il dibattito, inedito in Francia dove in tv nel passato ci sono stati solo i faccia a faccia fra gli sfidanti al ballottaggio, è stato molto vivace, a tratti nervoso. Marine Le Pen ha attaccato sull'immigrazione, la sicurezza, la laicità. "La Francia non può offrire a nessuno del lavoro che non c'è neppure per i francesi", ha detto. Dopo lo spazio preponderante alle inchieste giudiziarie e agli attentati, a 34 giorni dal voto i concorrenti sono finalmente stati chiamati ad illustrare i loro programmi, a confrontarli, a combattere per convincere gli elettori.

Fillon in difficoltà - Negli studi di Tf1 erano solo in 5 e all'inizio Fillon, Macron, Le Pen hanno solidarizzato con i 6 esclusi, anche se si tratta di candidati minori che i sondaggi non prendono in considerazione. Il previsto schema "tutti contro Macron", candidati dei partiti tradizionali che si vedono scavalcati dal giovane leader del movimento "En Marche!", si è puntualmente verificato. La crescita di Macron nei sondaggi, oltre ogni rosea previsione, ha accentuato questa tendenza. Tutte le inchieste lo danno pari o addirittura davanti a Le Pen al primo turno, con Fillon staccato di 10 lunghezze e gli altri a seguire. Il candidato dei Républicains, travolto dalle inchieste, è apparso il meno battagliero e incisivo dei cinque.

Sondaggi: Macron il più convincente - Secondo un sondaggio di Elabe per BFM-TV, è stato proprio Macron, con il 29% delle preferenze, il più convincente del dibattito, seguito al 20% dal leader della sinistra alternativa, Jean-Luc Mélenchon. Marine Le Pen, candidata del Front National, e quello dei Républicains, Francois Fillon, sono entrambi al terzo posto, al 19%. Mentre il socialista Benoit Hamon chiude la classifica con l'11%.

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