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Le bufale non vanno in vacanza: sfatiamo i falsi miti da spiaggia

Ce n’è per tutti i gusti, a cominciare dalle convinzioni errate sullʼabbronzatura e sulle creme solari

Le bufale non vanno in vacanza: sfatiamo i falsi miti da spiaggia

Estate che vai, bufala che trovi. In riva al mare, sotto il sole o in acqua per una bella nuotata è tutto un fiorire di luoghi comuni, legati a convinzioni sbagliate o a pura disinformazione. Facciamo un po’ di chiarezza, per evitare di affidarci a luoghi comuni fastidiosi da assecondare e a comportamenti errati che, tra l’altro, possono essere controproducenti.

IN SPIAGGIA: SE METTO LA CREMA SOLARE NON MI ABBRONZO – Falso. Un fattore di protezione adeguato al nostro fototipo, da “abbassare” magari nel proseguimento della vacanza, non solo non ci impedisce di assumere un bel colore dorato, ma ci mette al riparo da dolorose scottature, da rughe e segni di fotoinvecchiamento, e da danni anche molto gravi alle cellule della pelle. In più, se ci scottiamo in apertura di vacanza, la pelle si squamerà e il nostro bel colore durerà di meno.

LA CREMA SOLARE SI METTE AL MATTINO E DURA TUTTO IL GIORNO - Altro errore. Il modo corretto di utilizzare il solare prevede una prima applicazione circa mezz’ora prima di esporsi al sole, ripetendo l’operazione più volte nella giornata, specie dopo aver fatto alcune volte il bagno o quando si suda molto.

SE E’ NUVOLO O SE SI STA SOTTO L’OMBRELLONE NON CI SI SCOTTA – Anche questo è falso. I raggi UV penetrano la coltre nuvolosa e vengono riflessi dalla sabbia, quindi l’ombrellone protegge poco. L’unico riparo efficace è coprire la pelle con un indumento, ad esempio una maglietta o una camicia, o rifugiarsi in una zona di ombra densa, come una pineta.

SE SONO GIÀ ABBRONZATA NON MI SCOTTO PIÙ – Se abbiamo già preso un po’ di colore, al sole o in un centro abbronzatura, questo primo colorito è una protezione, ma non ci mette al riparo da scottature successive: la nostra pelle potrà sopportare un’esposizione un po’ più prolungata, ma i raggi UV la danneggeranno comunque. La crema protettiva non va mai abbandonata, dal primo all’ultimo giorno della vacanza.

GLI OCCHIALI DA SOLE SONO SOLO UN ACCESSORIO DI MODA – Falso. Gli occhiali da sole hanno lo stesso ruolo protettivo che le creme solari hanno per la pelle. Per questo occorre indossarli sempre quando la luce è molto intensa, sia al mare sia in montagna: i raggi ultravioletti possono danneggiare la retina in modo molto grave e irreversibile. Occorre dunque munirsi di lenti da sole di qualità certificata e verificare la loro autenticità.

STARE AL SOLE CI FA FARE SCORTA DI VITAMINA D – Vero e falso insieme. La sintesi di questa preziosa molecola è attivata dai raggi solari, per cui il fatto di esporsi al sole è un ottimo modo per assicurarsene i benefici. Non è però possibile farne “scorta” perché quella in eccesso viene eliminata dall’organismo. L’esposizione ottimale è di circa mezz’ora al giorno per tutto l’anno, non solo durante il breve periodo delle vacanze. Chi assume integratori a base di questa vitamina prima di sospenderli deve comunque consultare il medico e concordare la strategia più appropriata.

DOPO PRANZO NON SI PUÒ FARE IL BAGNO PER ALMENO TRE ORE - E’ un tormentone che ci ha ossessionato quando eravamo bambini. In effetti il rischio di un bagno in piena digestione è quello della congestione, una eventualità temibile e persino mortale. La verità in proposito è che tutto dipende dai tempi di digestione, che variano a seconda di quello che abbiamo mangiato e dalla temperatura dell’acqua. Se le onde o la piscina non sono gelide e non abbiamo fatto un banchetto, i tempi di attesa si riducono notevolmente. Per non correre rischi, basta immergersi gradualmente e tornare all’asciutto al primo segnale di disagio.

LA PIPÌ CURA LE PUNTURE DI MEDUSA – Altra falsa credenza. L’urina non ha alcun effetto sulle sostanze urticanti contenute nei tentacoli di medusa, perché non raggiunge un Ph abbastanza acido da neutralizzarle. E’ una cura fai-da-te da evitare perché può peggiorare l’irritazione della pelle. Meglio lavare la pelle con acqua e bicarbonato e applicare un prodotto apposito da acquistare in farmacia e da portare sempre nella borsa del mare. In caso invece di puntura di tracina, il pesciolino con un aculeo velenoso che sta acquattato nella sabbia e su quale possiamo inavvertitamente appoggiare un piede, il rimedio migliore è immergere la parte colpita nell’acqua più calda che si riesce a sopportare: il veleno è termolabile e si proverà sollievo in poco tempo.

SE SI ASSUMONO FARMACI NON SI DEVE STARE AL SOLE - Questo invece è vero, almeno per alcuni tipi di farmaci. Gli antibiotici ad esempio richiedono di evitare l’esposizione al sole, per evitare macchie o altri inconvenienti. La pillola anticoncezionale, a quanto si sa al momento, non sembra creare particolari problemi, anche se esiste ancora un certo dibattito in proposito. Nessun problema invece con vitamine e integratori, mentre occorre cautela con i farmaci che si utilizzano per regolarizzare la pressione: il caldo può favorire l’ipotensione, per cui i due effetti potrebbero sommarsi.

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