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Muna, 13 anni, nepalese, gravemente malata: Make a Wish le regala un sogno, un magico viaggio da Santa Klaus

Sune Frontani, fondatrice della onlus, a Tgcom24: "La nostra missione, realizzare desideri di ragazzini con le patologie più diverse, è una sorta di ʼterapiaʼ per tanti giovanissimi malati"

Muna sognava da sempre di incontrare Babbo Natale. Il suo desiderio è diventato realtà il 25 dicembre 2018 quando, per questa 13enne giunta dal Nepal 11 anni fa in Italia con una grave forma di epilessia, è arrivato il più bello dei regali: un viaggio in Lapponia, nel regno di Santa Klaus, donato a lei e alla sua famiglia da Make a Wish, una onlus internazionale, attiva dal 2004 anche in Italia, che realizza i sogni di bambini affetti da gravi patologie. "Quello di Muna è stato il desiderio numero duemila realizzato dai nostri volontari - dice a Tgcom24 la fondatrice della onlus, Sune Frontani -. Duemila storie di bambini malati ai quali, in tutti questi anni, abbiamo regalato un'esperienza a lungo sognata che, diventando realtà, procura loro tanta energia e tanta voglia di continuare a combattere contro il loro male".

Il magico viaggio di Muna nel mondo incantato di Santa Klaus

Dal Nepal in Italia - La ragazzina aveva solo sei mesi quando, in seguito a una meningite, contrasse una grave forma di epilessia. Arrivata in Italia venne adottata, insieme con il fratello Appus, da Emanuela e Oscar, una coppia di veneti che in tutti questi anni l'hanno accompagnata tra ospedali e terapie. E che pochi giorni fa le hanno regalato un Natale di magia, di favola, di incanto: una passeggiata nei boschi della Lapponia sulla slitta guidata dalle renne di Babbo Natale, l'incontro con gli elfi che aiutano Santa Klaus con i regali e con le lettere dei bambini di tutto il mondo, una cena nella baita del personaggio più amato dai bambini, dopo un lungo viaggio nella foresta imbiancata dalla neve.

Il viaggio in Lapponia - Ad accompagnare Muna nella terra di Babbo Natale c'era tutta la sua famiglia. Il 22 dicembre Muna è partita con papà, mamma e fratello da Milano, dove in aeroporto i volontari le hanno preparato una grande festa. Destinazione Helsinki, da dove ha raggiunto la Lapponia e il villaggio di Babbo Natale, Rovaniemi. "Per me era davvero importante realizzare questo desiderio - ha detto Muna - perché quando ero piccola ho fatto un sogno bellissimo. E in questo sogno incontravo proprio lui, Babbo Natale". Entusiasti i genitori. "Make a Wish ha esaudito un sogno", ha commentato Emanuela, la mamma, mentre il papà, Oscar, ha descritto questa fantastica esperienza come "un premio. Per Muna, per tutto quello che ha fatto in questi anni, per il grande impegno della nostra bambina per guarire dalla sua malattia".

Lo straordinario nella malattia - "Anche Muna, come tutti i nostri piccoli amici, grazie al nostro aiuto ha potuto fare qualcosa di straordinario - riprende Sune Frontani -. E' questo il nostro obiettivo: accompagnarli in un'esperienza fuori dal normale per far capire loro che si può sempre ricominciare, si può sempre aspirare a guarire, a migliorare, in qualche modo a rinascere. In questi 15 anni di attività, abbiamo visto che i risultati ci sono. I bambini tornano dal loro 'wish journey' con una nuova carica di energia. Abbiamo visto bambini sulla sedia a rotelle trovare la forza di alzarsi. Bambini sull'orlo della depressione ritrovare le motivazioni per tornare a lottare contro il loro male".

Una storia d'amore lunga 15 anni - I progetti realizzati dalla onlus hanno riguardato ragazzini affetti dalle malattie più diverse, dal linfoma non Hodgkin alla leucemia, dalla fibrosi cistica al medulloblastoma. Una bambina, Anastasia, ha voluto allenarsi con la campionessa olimpica di ginnastica artistica Vanessa Ferrari, un'altra ha nuotato con Federica Pellegrina, un altro bambino, Rocco, ha recitato in un film con Carlo Verdone, che per lui ha "aggiustato" la sceneggiatura di un suo film. Ogni desiderio è una piccola grande storia di amore e solidarietà. Che Sune Frontani costruisce giorno per giorno in memoria di sua figlia, Carlotta, morta quando aveva dieci anni per una grave forma di anemia. "Ho voluto dare un significato bello alla mia tragedia familiare", dice. L'ultimo grazie per questo grande atto d'amore è quello della piccola Muna. Un nome che, in nepalese, significa proprio desiderio.

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