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Ponte Morandi, dal crollo alla ricostruzione

Dalla tragedia di un anno fa alla conclusione della demolizione: le tappe di una vicenda il cui finale è ancora da scrivere

Ponte Morandi, dal crollo alla ricostruzione

Un anno fa, alle 11.36, crollava a Genova una sezione di circa duecento metri del ponte Morandi. Quarantatré morti, sedici feriti, 566 sfollati: questo il bilancio della tragedia. Il viadotto sul torrente Polcevera costituiva il tratto finale dell'autostrada A10 e rappresentava un tassello fondamentale per il collegamento stradale tra il nord Italia e il sud della Francia. In questi 365 giorni Genova è ripartita, ciò che rimaneva del ponte è stato abbattuto ed è già iniziata la ricostruzione.

18 agosto: i funerali di Stato. Ottomila cittadini partecipano ai funerali di Stato, organizzato per diciotto persone nel padiglione Blu della Fiera di Genova. Le famiglie delle altre venti vittime finora recuperate decidono per la funzione in forma privata. A celebrare le esequie il cardinale della città Angelo Bagnasco. Presenti alla cerimonia il presidente della Repubblica Mattarella, il premier Conte e i vice Salvini e Di Maio.

20 agosto: Toti commissario per l'emergenza e prime case per gli sfollati. Un'ordinanza della protezione civile siglata da Regione Liguria, Comune di Genova e dal capo Dipartimento Nazionale Angelo Borrelli nomina come commissario delegato all'emergenza il governatore Giovanni Toti. A meno di una settimana dal crollo del ponte vengono ricollocati i primi undici nuclei famigliari sfollati da via Porro e via Campasso.

6 settembre: i primi indagati. Dopo ventidue giorni di investigazioni, la procura iscrive nel registro degli indagati Autostrade per l'Italia e venti persone. Tra questi ci sono l'amministratore delegato Giovanni Castellucci e sette persone della società, i vertici dell'unità di vigilanza del ministero dei Trasporti, tre ingegneri del Provveditorato e uno dell’Ufficio ispettivo. Le ipotesi di reato sono omicidio colposo plurimo, disastro colposo e attentato colposo alla sicurezza dei trasporti. Autostrade è indagata per responsabilità amministrativa. 

7 settembre: Renzo Piano presenta il progetto del nuovo ponte. L'architetto e senatore a vita genovese presenta il progetto del nuovo ponte in Regione sotto gli occhi del governatore Toti e del sindaco Bucci. ​"Sarà un ponte sobrio, ma non povero, sicuro e facile da mantenere che duri 1000 anni e rappresenti la città intera - spiega Renzo Piano - che dovrà esprimere l'orgoglio di Genova, la Superba, perché non si arrende, e aiutare a metabolizzare un lutto tremendo". Presente anche l'amministratore delegato di Autostrade Castellucci, che involontariamente fa cadere il plastico.

Genova, Renzo Piano presenta il suo ponte

"Certo, in questo progetto c'è qualcosa di una nave. Perché c'è qualcosa di Genova". Lo ha detto l'architetto Renzo Piano parlando del suo progetto per un nuovo viadotto sul Polcevera. "Questo cantiere dev'essere un cantiere di coesione" ha detto Piano.

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19 settembre: viene aperta via Della Superba.  A poco più di un mese dalla tragedia in una Genova bloccata dal traffico viene aperta via Della Superba, strada in ambito portuale utile a sgravare la viabilità dai tir diretti ai terminal.

25 settembre: primo incidente probatorio. Si tiene al Tribunale di Genova l'incidente probatorio, il primo passaggio in vista del processo sul crollo. L'obiettivo è valutare le condizioni del ponte al momento della tragedia.

4 ottobre: Bucci nominato commissario alla ricostruzione. Il sindaco di Genova Marco Bucci viene nominato commissario straordinario per la ricostruzione del viadotto. Il primo cittadino annuncia: "Nuovo ponte pronto in 12-16 mesi".

15 novembre: il Decreto Genova diventa legge. Dopo essere stato approvato il primo novembre alla Camera, il Decreto Genova ottiene il via libera anche dal Senato e diventa legge. Contiene i poteri del commissario alla ricostruzione, le indicazioni per gli indennizzi agli sfollati, gli aiuti a cittadini e imprese, norme ad hoc per porto e autotrasporto e l'istituzione di una zona franca urbana. Il decreto stabilisce che sarà Autostrade a pagare la ricostruzione del ponte, ma stanzia comunque 30 milioni all'anno in caso la società non rispetti l'obbligo.

18 dicembre: viene scelto il progetto del nuovo ponte. La struttura commissariale sceglie il progetto di Renzo Piano per realizzare il nuovo viadotto. Sarà costruito dalla cordata composta da Salini Impregilo e Fincantieri. L'idea dell'architetto genovese vince su quella dell'azienda Cimolai firmata dallo spagnolo Santiago Calatrava.

18 gennaio: il contratto unico per la demolizione e la ricostruzione. La struttura commissariale e le aziende coinvolte nel progetto firmano il contratto unico per la demolizione e la ricostruzione del viadotto Morandi. L'accordo sottoscritto riunisce i lavori sotto un unico coordinamento, quello di Salini Impregilo e Fincantieri uniti nella società PerGenova, anche se, sottolinea il commissario straordinario Bucci, "demolitori e costruttori lo firmano insieme ma mantengono ciascuno le proprie responsabilità".

9 febbraio: inizia la demolizione. Con taglio e smontaggio dell'impalcato tra le pile 7 e 8 inizia la demolizione.

Demolizione ponte Morandi, dopo 10 ore di lavoro la trave messa a terra

Dopo oltre 10 ore di discesa, a Genova l'impalcato (di 36 metri per 18, che pesa 800 tonnellate) del viadotto Morandi, tra le pile 7 e 8, ha concluso il suo viaggio verso terra. Il manufatto si è appoggiato sul suolo alle 18:20. Lo smontaggio della trave era iniziato venerdì alla presenza del premier Giuseppe Conte e del ministro delle Infrastrutture Danilo Toninelli.

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29 marzo: i primi risarcimenti alle imprese danneggiate. Il governatore della Regione Liguria e commissario per l'emergenza Giovanni Toti firma il primo provvedimento di liquidazione a favore della Camera di Commercio di Genova, che può così effettuare i pagamenti alle prime 13 aziende che hanno presentato domanda di risarcimento danni e che sono state riconosciute come aventi diritto al contributo.

3 giugno: la demolizione delle case sotto al ponte e l'udienza del secondo incidente probatorio. In via Porro iniziano le operazioni di demolizione delle prime case sotto il troncone est del viadotto. Nel frattempo si svolge l'udienza del secondo incidente probatorio per chiarire le cause e le responsabilità del crollo.

25 giugno: inizia la ricostruzione. Prima gettata di cemento per la futura pila 9: parte la ricostruzione del 'Ponte per Genova'. Presente il ministro dei Trasporti Toninelli. Il governatore Toti esulta: "In questa città e in questa regione le promesse vengono rispettate".

28 giugno: l'implosione del moncone est. Alle 9.37 viene abbattuto il moncone est del viadotto. Insieme al sindaco Bucci e al governatore Toti, assistono alla demolizione anche i vicepremier Di Maio e Salvini e il ministro Trenta. Alle 20.30 la struttura commissariale dà il via libera per il rientro delle oltre tremila persone allontanate prima dell'esplosione.

9 agosto: lo studio della NASA. Uno studio di un laboratorio della NASA dimostrerebbe che il ponte si muoveva già nel 2015. Il report viene mandato alla Procura di Genova. I magistrati chiedono all'Agenzia spaziale italiana le immagini storiche scattate dai satelliti.

12 agosto: si conclude la demolizione. A pochi giorni dall'anniversario della tragedia, finisce la demolizione del ponte Morandi: vengono abbattute le ultime parti della pila 2, l'ultima rimasta in piedi a ponente.

Ora i nomi iscritti nel registro degli indagati sono settantuno, più due società, Autostrade e Spea del gruppo Atlantia. Dopo un anno non sono state ancora appurate le cause del crollo del ponte. “E’ morto, come una persona muore di morte naturale - ha detto il procuratore capo Francesco Cozzi - ma ora bisogna appurare se poteva essere salvato, curato. Ed è quello che accerteremo con le indagini”. L'inchiesta non potrà essere chiusa prima della fine del secondo incidente probatorio. Per adesso, i periti hanno consegnato le risposte al primo. Secondo gli esperti, il ponte era fortemente ammalorato e da 25 anni non venivano fatti interventi di manutenzione efficaci. Per Autostrade invece quei dati non avrebbero compromesso la stabilità del viadotto. Il governo vuole togliergli la concessione, mentre la società paga risarcimenti e contributi. Gli ultimi capitoli di questa storia sono ancora tutti da scrivere.

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