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Stadio Tor di Valle, soldi e assunzioni: la corruzione "sistemica" di Parnasi

Nelʼinchiesta arrestate nove persone. Ecco i dettagli delle accuse

Stadio Tor di Valle, soldi e assunzioni: la corruzione "sistemica" di Parnasi

Denaro, consulenze fittizie, assunzioni e aiuti per trovare case ed uffici. Con promesse di questo genere, secondo l'accusa, il gruppo di Luca Parnasi si sarebbe assicurato che il progetto dello stadio Tor di Valle della Roma proseguisse senza intoppi il proprio iter tra Comune e Regione: secondo la procura, il gruppo avrebbe tentato di "oliare" i vari passaggi dal 2017 in poi, con una corruzione che la gip Maria Paola Tomaselli definisce "sistemica".

Associazione a delinquere, corruzione, traffico di influenze, frodi fiscali, finanziamenti illeciti. Questi i reati contestati, a vario titolo, alle nove persone arrestate nell'ambito dell'inchiesta. L'indagine nasce da una prosecuzione di quella sulla corruzione di Raffaele Marra, ex collaboratore della sindaca di Roma Virginia Raggi, non coinvolta dal procedimento. Di lì gli inquirenti sono partiti con intercettazioni e verifiche capillari sulla procedura per il progetto dello stadio presentato dal gruppo Parnasi. I reati contestati sono tutti riferiti al 2017.

Le promesse agli esponenti politici arrestati - Luca Lanzalone (arresti domiciliari), oggi presidente di Acea e che nel 2017 segue per il Campidoglio tutta la mediazione per la modifica del progetto voluta dalla giunta Raggi, riceve promessa di incarichi del valore di 100mila euro per il suo studio legale.


A Michele Civita (arresti domiciliari), consigliere regionale ed ex assessore Pd nelle giunte Zingaretti prima alla Provincia e poi alla Regione, viene promessa l'assunzione del figlio in una società del gruppo Parnasi.


Ad Adriano Palozzi (arresti domiciliari), di Forza Italia, vicepresidente del Consiglio Regionale, arrivano 25mila euro attraverso una fattura per operazioni inesistenti.


Il capogruppo M5S in Campidoglio Paolo Ferrara (indagato) ottiene da Luca Parnasi la promessa di un progetto di restyling di una parte del Lungomare di Ostia.


Davide Bordoni (indagato) capogruppo in Comune di Forza Italia ed ex assessore dell'era Alemanno, riceve, secondo i dialoghi intercettati dagli inquirenti, promessa di somme non bene quantificate.

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